Sesta parola: non uccidere

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Esodo 20:13 Non uccidere

Sei è il numero dell’uomo, che è stato creato alla fine del sesto giorno. E sei è anche il numero dei giorni del suo operare, secondo quanto si legge nella quarta parola. Si riferisce esplicitamente all’uomo anche questo sesto comandamento, il primo di quelli che regolano le relazioni tra noi e i nostri pari.

Piuttosto che con non uccidere, questo comandamento andrebbe infatti più correttamente tradotto con non commettere omicidio, perché, nel testo originale, quest’ordine (in ebraico, lo’ tirtzach לֹא תִּרְצָֽח) utilizza un verbo (ratzach רָצַח) che si riferisce esclusivamente all’omicidio. La sesta parola non vieta cioè genericamente di uccidere un essere vivente, ma più precisamente proibisce l’atto di disfarsi di un altro uomo.

L’omicidio è la soluzione che l’odio suggerisce al proprio problema, quando la vita di un altro essere umano rende difficile la nostra. È un atto di egoismo e di disamore, ed è questa natura contraria a quella divina che rende l’omicidio un peccato, qualcosa cioè che allontana l’uomo dal suo ultimo scopo: essere formato a immagine e somiglianza del suo Creatore.

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Quinta parola: onora tuo padre e tua madre

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Esodo 20:12 Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.

La quinta parola collega le prime quattro, che ci istruiscono riguardo al nostro rapporto con Dio, con le seguenti, che si riferiscono ai rapporti che intratteniamo con il nostro prossimo. Abbiamo visto come a questi due gruppi di comandamenti (raggruppati tradizionalmente nella prima e nella seconda tavola della Legge) corrisponda anche una divisione tra il primo e il secondo gruppo di richieste nella preghiera al Padre nostro che ci ha insegnato Gesù.

Il regno di Dio, che è stabilito dagli ordini espressi dalle precedenti parole e in particolare dalla quarta parola (la cui venuta è il centro della prima parte delle richieste del “Padre nostro”), non può realizzarsi in una società in cui i rapporti tra gli uomini non sono fondati sull’amore.

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